Final Fantasy Story PDF Stampa E-mail
Scritto da Rinoa10   

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1. Le origini di Final Fantasy

Nel 1987, la piccola azienda Square Co., Ltd. (株式会社スクウェア, Kabushiki-gaisha Sukuwea), che aveva fino ad allora sviluppato software per il mercato del Nintendo Famicon, sta per fallire. Hironobu Sakaguchi, all'epoca direttore del settore di sviluppo e pianificazione1, decide di tentare il tutto per tutto con un ultimo progetto, ispirandosi al famoso gioco di successo della realizzato l'anno precedente dall'azienda videoludica Enix, Dragon Quest, il quale a sua volta riprendeva il modello dei giochi di ruolo occidentali, soprattutto il videogioco Ultima, creato da Richard Garriott nel 1980 per Apple II.

Il 18 dicembre 1987 esce Final Fantasy, la “fantasia finale” di Sakaguchi, che sarebbe dovuto essere l'ultimo gioco prima di chiudere i battenti2, ebbe un successe enorme: nonostante inizialmente furono prodotte 200.000 copie, la Square cedette alle pressioni di Sakaguchi3 scommettendo sul gioco e producendone il doppio. Furono vendute 400.000 copie nel solo Giappone, aprendo la strada ad una serie di videogiochi che avrebbe cambiato per sempre il mondo videoludico.

Sebbene tragga ispirazione dal videgioco di successo della Enix Dragon Quest e dalla tipologia di giochi di provenienza americana detti role playing games (abbreviato “RPG”, in Italia “GDR”, giochi di ruolo), il primo Final Fantasy aveva già in sé molte idee originali che avrebbero caratterizzato gli episodi futuri della saga, ma anche tutto il mondo dei JRPG, i giochi di ruolo giapponesi.

La trama è ambientata in un mondo in cui stanno calando le tenebre del Male poiché i quattro cristalli, che regolava il potere dei quattro elementi (Terra, Vento, Acqua e Fuoco), si stanno esaurendo. A soccorrere l'umanità, ecco l'avverarsi dell'antica profezia del saggio Lukahn: arrivano i quattro eroi da lui predetti, i guerrieri della luce (Light Warriors), convocati dal re di Coneria dopo che il malvagio Garland ha rapito sua figlia Sarah.

Al di là dell'inizio abbastanza classico, la novità del primo Final Fantasy consiste in una trama che, man mano che il gioco procede, si distacca dai classico modello lineare “uccidi il personaggio malvagio e salva la principessa”, dipanandosi in una serie di missioni secondarie (quest) più o meno determinanti ai fini della trama principale.

Dal punto di vista del gameplay, si ritrovano caratteristiche simili agli altri videogiochi di ruolo dell'epoca: il giocatore esplora la mappa, incontrando mostri casuali dalle cui battaglie guadagna punti esperienza (per aumentare i propri parametri) e Gil, le monete tramite le quali è possibile acquistare armi, armature, oggetti curativi e magie.
Novità è stata quella di introdurre i combattimenti a turno: lo schermo diviso in due parti, i personaggi  controllati dal giocatore da un lato e i nemici dall'altro, sistema poi migliorato e inserito anche nei giochi successivi. Inoltre è possibile costruire la propria squadra scegliendo i personaggi tra le classi disponibili (guerriero, ladro, mago, esperto di arti marziali).
Per essere competitivi con la Enix e il suo Dragon Quest, al cui soldo vi era Akira Toriyama (che dal 1984 aveva iniziato a pubblicare la popolare serie a fumetti Dragon Ball) fu scelto Yoshitaka Amano, che aveva collaborato nel 1985 alla realizzazione del lungometraggio di animazione Vampire Hunter D. La colonna sonora fu affidata a Nobuo Uematsu, entrato come compositore alla Square nel 1985 per sviluppare la colonna sonora del gioco Genesis, che già dal primo episodio gettò le basi dello stile musicale caratteristico della saga Final Fantasy.

Oltre ai già citati, al team di lavoro, soprannominato "A-Team", presero parte Hiromichi Tanaka, game designer, Kenji Terada, sceneggiatore, e Nasir Gebelli, un programmatore di origini iraniane ma naturalizzato americano, che dette il suo contributo sviluppando caratteristiche uniche come il sistema di personalizzazione dei personaggi (tramite il quale ogni giocatore poteva crearsi una propria squadra), il concetto di "time travel" (tempo di viaggio), l'uso di mezzi di trasporto come navi e aerei per spostarsi nel mondo di Final Fantasy.

Questo primo Final Fantasy è stato soggetto a varie ripubblicazioni per diverse piattaforme, talvolta assieme al capitolo successivo, Final Fantasy II, che videro progressivi miglioramenti a livello tecnico, come la riduzione dei tempi di caricamento e una maggiore qualità della grafica e degli effetti sonori.

Bisognerà aspettare il luglio 1990 perché arrivi in America, giocabile sul Nintendo Entertainment System (NES), mentre in Europa sarà disponibile solo dal 2003, col titolo Final Fantasy Origins in una versione per Playstation assieme a Final Fantasy II.

 

2. Final Fantasy II

Cavalcando gli ottimi risultati del gioco, si decide di preparare il successivo, uscito in Giappone nel dicembre 1988 per Famicom.

Final Fantasy II, per cui fu creato un mondo tutto nuovo, avrebbe preso a livello di trama una direzione diversa rispetto al precedente, ma avrebbe mantenuto alcune caratteristiche sviluppate e migliorate anche negli episodi futuri.

Hironobu Sakaguchi, che era stato principale programmatore del primo episodio, assunse il ruolo di regista per coordinare un team più esteso: molti membri del precedente staff vengono reimpiegati in questo nuovo gioco, come ad esempio Nobuo Uematsu, Yoshitaka Amano e Nasir Gebelli.

Ci si focalizza sulla trama, molto curata e arricchita con una serie di sottotrame, eliminando la possibilità di scegliere i personaggi e introducendo i protagonisti “fissi”, in questo caso Frionel, Maria, Guy e Leon. Infatti, la storia inizia con il malvagio imperatore di Paramekia che evoca alcuni demoni infernali per conquistare il mondo. Il Regno di Phin si oppone, ma viene distrutto e la popolazione massacrata. Riescono a salvarsi quattro giovani, che diventeranno i protagonisti del gioco, i quali saranno coinvolti nella ribellione organizzata dalla principessa Hilda di Phin contro il temibile impero di Paramekia.

Il sistema di aumento dell'esperienza è una completa novità: non si tratta più di accumulare punti esperienza al termine dei combattimenti, ma aumentare i parametri dell'abilità in base alla frequenza con cui viene utilizzata.

Ancora più importante è l'introduzione di alcune caratteristiche che non solo saranno una costante negli episodi successivi, ma rappresenteranno anche il “marchio di fabbrica”. Si tratta del personaggio di Cid, dei Chocobo e di mostri come Bahamuth, Leviathan, e Behemoth.

In America Final Fantasy II non venne prodotto. Questo perché il lavoro di localizzazione e di adattamento verso l'inglese (il titolo del gioco sarebbe dovuto essere "Final Fantasy II: Dark Shadow Over Palakia"), affidato a Kaoru Moriyama, produsse solo una versione beta e si protrasse troppo a lungo con i tempi. Così, con l'arrivo della nuova console, il Super Nintendo, la Square decise di cancellare il lavoro di localizzazione di Final Fantasy II a favore del nuovo Final Fantasy IV (progettato per la nuova console), confondendo i giocatori americani rinominando Final Fantasy IV in Final Fantasy II 4.

I giocatori americani ed europei poterono giocare alla versione originale di Final Fantasy II solo nel 2003 quando uscì per Playstation assieme a Final Fantasy I (in Final Fantasy Origins), in una nuova traduzione affidata alla supervisione di Akira Kashiwagi (nonostante esistesse già sul web una traduzione non ufficiale fatta da alcuni appassionati).

Anche Final Fantasy II fu ridistribuito più volte: dapprima in coppia con Final Fantasy I nel gioco Final Fantasy I•II per Famicom nel 1994, poi per WonderSwan Color nel 2001, per Playstation nel 2002, per Game Boy Advance nel 2004 (col titolo Final Fantasy I & II: Dawn of Souls), per cellulare nel 2004 e 2006, per PlayStation Portable (PSP) nel 2007 ed infine per la giapponese Wii Virtual Console (VC) nel giugno 2009.

Da notare che nei remake la colonna sonora di Uematsu è stata riarrangiata da Tsuyoshi Sekito5 e sono stati introdotti, a partire dalla versione per Playstation, alcuni filmati in computer graphic.

 

3. Final Fantasy III

Esce il 27 aprile 1990 solo in Giappone per Famicom. Non sarà disponibile per il mercato americano ed europeo fino al remake per Nintendo DS nell'agosto 2006.
Ancora una volta viene impiegato il team di lavoro dei giochi precedenti, tra cui ricordiamo i nomi di Nobuo Uematsu, Yoshitaka Amano, Kenji Terada, Hiromichi Tanaka e Nasir Gebelli (per lui è stato l'ultimo Final Fantasy a cui ha lavorato).
Final Fantasy III viene sviluppato nello stesso periodo in cui la Nintendo fece uscire il Super Famicom (Super Nintendo) passando dagli 8 bit della console precedente ai 16 bit della nuova. Questo fu il motivo per cui in casa Square si decise di investire tempo e personale in nuovi giochi anziché nella traduzione ed esportazione di questo titolo all'estero.
La trama parla di quattro ragazzi rimasti orfani chiamati "Onion Knights" scelti per combattere l'oscurità che sta calando sul pianeta, riportando l'equilibrio tra luce e oscurità.  Dopo alcune avventure e sconti, i quattro guerrieri scoprono che la vera minaccia è la Nube Oscura (Dark Cloud), che devono affrontare e sconfiggere visitando il Mondo dell'oscurità (Dark World).

Per quanto riguarda il gameplay, vengono combinate caratteristiche dei primi due episodi, implementandole con altre nuove: viene riproposto il sistema delle classi, adesso chiamato "Job system", offrendo però la possibilità di cambiarle durante il gioco. L'aumento delle abilità avviene tramite i CP (Capacity Points) che vengono acquisiti vincendo le battaglie. Oltre ai quattro protagonisti (Luneth, Arc, Refia e Ingus), controllabili dal giocatore, è data la possibilità ad altri personaggi secondari di unirsi al gruppo anche se non apparirà nel menu dei trai personaggi, non potendo così modificare il suo equipaggiamento né controllare le magie che possiede.Inoltre, per la prima volta, a differenza dei capitoli precedenti, il danno effettuato ai nemici o subito da essi, verrà mostrato sopra il personaggio, caratteristica che sarà mantenuta negli episodi successivi. Viene aggiunta anche la possibilità dell'auto-target, ovvero la scelta automatica di un obiettivo se quello selezionato dal giocatore è già stato ucciso. Ulteriori opzioni inserite per a prima volta consistono nei comandi di battaglia come "Steal" (Ruba) o "Jump" (Salta) associati con particolari job ("Steal" per il ladro, "Jump" per il guerriero Dragoon) e la possibilità di invocare creature sovrannaturali, le Summon.
Tornano alcuni elementi che saranno delle costanti anche negli episodi successivi, come i Chocobo, qui utilizzabili solo per non incontrare mostri o spostarsi più velocemente, e il personaggio di Cid, uno scienziato inventore dell'aeronave di cui i protagonisti faranno uso.
Per quanto riguarda la sua ricezione, è stata molto positiva. Attualmente è ancora uno dei Final Fantasy più amati, classificandosi ottavo nella classifica della rivista giapponese Famitsu tra i migliori videogiochi di sempre6.
Come dei precedenti Final Fantasy, anche di Final Fantasy III esistono varie riedizioni. Sebbene sia stata pianificata anche una versione per il WonderSwan Color della Bandai, non viene mai terminata per la cancellazione prematura della console7. Esce una versione per Nintendo DS, che in Giappone vende più di un milione di copie, poi per Wii Virtual Console nel luglio 2009 ed infine come applicazione per iPhone/iPod Touch nel marzo 20118.

 

4. Final Fantasy IV

Final Fantasy IV esce in Giappone il 19 luglio 1991 ed è il primo della serie ad essere sviluppato per Super Nintendo.
In realtà, nel 1990 la Square aveva deciso di fare due Final Fantasy in contemporanea: il primo, Final Fantasy IV, sarebbe dovuto essere ancora per Famicom, il secondo, Final Fantasy V, per Super Nintendo (o Super Famicom). Trovandosi però con delle risorse limitate, fu deciso di cancellare il primo progetto, così che Final Fantasy V per Super Nintendo fu rinominato Final Fantasy IV. Del progetto iniziale di Final Fantasy IV, quello che poi fu cancellato, si è perso ogni traccia, restando solo un articolo di una rivista giapponese che presentava un'anteprima del gioco.9

La trama ruota attorno a Cecil, cavaliere dell'impero di Baron facente parte del corpo armato dei "Red Wings", che si ribella dimettendosi dalla sua carica perché non condivide la politica aggressiva del suo re.
Cecil inizia così un viaggio con l'amico, Cain, cavaliere dragone, che li porterà a vagare per territori sconosciuti, fino alla scoperta di un piano per la distruzione dell'umanità, che li porterà a scontrarsi con il malvagio Zemus, imprigionato per lungo tempo sotto la superficie della Luna.

quanto riguarda la squadra di lavoro, ritroviamo molti nomi noti, come Uematsu e Amano, mentre è da notare l'assenza del programmatore dei precedenti Final Fantasy, Nasir Gebelli. Nello staff si introduce anche Takashi Tokita, già facente parte della Square sin dal 1985, come principale designer del gioco, scrivendo inoltre la sceneggiatura. Inizialmente avrebbe dovuto partecipare al progetto anche Hiromichi Tanaka, main designer di Final Fantasy III, ma i suoi progetti mal si accordavano con la direzione che stava prendendo lo sviluppo di questo nuovo gioco, cosa che lo portò a dedicarsi ad un altro RPG, Secret of Mana. Le idee iniziali furono fornite dal regista del gioco, Hironobu Sakaguchi, ovvero le linee principali della storia e il nome della forza aeronautica reale di Baron, i "Red Wings".Il sistema di battaglia è stato sviluppato da Kazuhiko Aoki, Hiroyuki Ito e Akiko Matsui10.
Secondo quanto dichiarato da Tokita, Final Fantasy IV si basava sulle migliori caratteristiche dei tre giochi precedenti: il sistema delle classi di Final Fantasy III, l'importanza sulla trama di Final Fantasy II e la presenza dei quattro boss elementali di Final Fantasy I.
Tra le novità introdotte, è da notare la possibilità di tenere in squadra fino a 5 personaggi, fino ad ora limitati a 4, e l'introduzione del sistema Active Time Battle (ATB), differente dal precedente sistema a turni, usato d'ora in poi per tutti i Final Fantasy fino al IX (compreso). Inoltre anche la grafica di gioco poteva dirsi migliore, grazie alle potenzialità della nuova console, il Super Nintendo (o Super Famicon).

Per quanto riguarda la ricezione in Giappone, si rivelò subito un grande successo, vendendo 1,44 milioni di copie11. Da molti fu elogiato come uno dei migliori videogiochi di tutti i tempi. Secondo le recensioni, ha introdotto molte caratteristiche dei comuni giochi di ruolo, come ad esempio la drammatizzazione della storia in un RPG, l'importanza di una trama coinvolgente e complessa.
Nel nord America, Final Fantasy IV fu diffuso col titolo "Final Fantasy II", per l'assenza delle versioni nipponiche di Final Fantasy II e III sul mercato americano e per garantire quindi una continuità in America con l'unico Final Fantasy lì uscito.
Da notare è che, sebbene la versione americana mantenga inalterata la trama (nonostante alcuni tagli per motivi di spazio delle informazioni sulla storia dei personaggi, come quella di Kain, ad esempio), la grafica e il sonoro dell'originale, si è andati a ridurre significativamente la difficoltà del gioco giapponese e si sono tolti i riferimenti alle religioni cristiane e giudaiche (ad esempio la magia "Holy" fu rinominata "White", la torre di Mysidia chiamata "Tower of Prayers" è diventata "Towers of Wishes")12.

Nel 2005, l'illustre sito di videogiochi IGN lo ha collocato 26° nella lista dei migliori videogiochi in assoluto (scalando poi al 55° posto, preceduto da Final Fantasy VI e Final Fantasy Tactics), mentre nel 2006 la rivista giapponese Famitsu lo colloca 6° nella classifica dei migliori videogiochi.

Oltre alla sua versione originale, Final Fantasy IV è stato ripubblicato in versioni differenti, tra cui una versione più semplice, come quella americana, (Final Fantasy IV Easytype), una versione per Playstation, in cui sono aggiunte sequenze in full motion video (FMV) in apertura e chiusura del gioco. Esiste anche una versione per Game Boy Advance (Final Fantasy IV Advance) del 2005 (in Nord America è stata rivista la traduzione dal giapponese, poiché la prima traduzione fu più volte criticata) e una per Nintendo DS del 2007 per il ventesimo anniversario della saga Final Fantasy, dove sono state aggiunte le voci dei personaggi, mini giochi e piccoli cambiamenti al gameplay di base.13

Nel febbraio 2008 in Giappone è uscito il sequel del gioco per la serie di cellulari NTT DoCoMo e AU, Final Fantasy IV the After: Tsuki no Kikan (ファイナルファンタジーIV ジ・アフター -月の帰還, "Dopo Final Fantasy IV: il ritorno della luna"), ambientato 17 anni dopo gli eventi della trama principale, il cui protagonista Ceodora, è il figlio di Cecil e Rosa.

 

5. Final Fantasy V

Final Fantasy V esce in Giappone nel 1992 per Super Nintendo, ma fino al 1999 non esiste una versione occidentale, che uscirà nel 1999 all'interno della compilation Final Fantasy Anthology (comprendente inoltre Final Fantasy IV e VI).

Gameplay. Il gioco ripropone alcune delle caratteristiche dei precedenti, tra cui il sistema Active Time Battle (ATB), che viene però implementato della possibilità di conoscere il personaggio del turno successivo, grazie alla barra ATB, che sarà una costante anche per i Final Fantasy successivi.
Novità è invece il particolare Job System, evoluzione di quello presentato in Final Fantasy III, che consiste nella creazione e gestione delle classi di personaggi: ci sono 22 classi disponibili, che vanno da quelle più classiche come guerrieri e maghi, ad altre più particolari e fantasiose come addestratore, alchimista, bardo, danzatore e mimo. Si inizia dalla classe standard, quella di "freelancer" e acquisendo Punti Abilità (Ability Points, "ABP") si può aumentare il livello della classe del personaggio e far apprendere ad esso abilità secondarie.

Trama. La storia vede protagonista un gruppo di guerrieri di cui fa parte Reina (o Lenna, in base alla traduzione), principessa di Tycoon, e Bartz (o Butz), considerato il protagonista maschile, che aiuta la principessa ad investigare sulla misteriosa pioggia di meteoriti che si è abbattuta sul pianeta. Al gruppo si uniranno anche Galuf, piuttosto anziano, che non ricorda il suo passato, e Faris, capitano di una nave pirata che si scoprirà essere una donna. Il gruppo di eroi viene a conoscenza di un secondo mondo, quello da cui proviene Galuf, dove dovranno recarsi attraverso un portale per combattere contro il malvagio Exdeath, potente e malvagio stregone un tempo sigillato all'interno di un albero.

Sviluppo. Lo sviluppo del gioco fu diretto da Hironobu Sakaguchi, che lo definì il suo videogioco preferito prima dell'uscita di Final Fanyasu IX14, che venne affiancato da Yoshinori Kitase, il quale collaborò alla scrittura della storia e della sceneggiatura, oltre alle cosidette "cutscenes"15 (quelle sequenze nel videogioco dove il giocatore non ha alcun controllo, oppure molto limitato, del personaggio, che servono per far proseguire la storia e dare informazioni sulle ambientazioni e le vicende). Il Job System fu progettato da Hiroyuki Ito, il quale collaborò anche al sistema di battaglia assieme ad Akihiko Matsui. La colonna sonora, come sempre, fu affidata a Nobuo Uematsu.

Localizzazioni e altre edizioni. La traduzione ufficiale inglese iniziò poco dopo l'uscita giapponese del gioco, fu rinominato "Final Fantasy III" nel Nord America, ma il progetto non fu mai concluso perché, come spiega il traduttore Ted Woolsey16 in un'intervista del 1994, fu ritenuto un gioco non abbastanza accessibile al giocatore medio. Circolano voci che ci siano stati altri tentativi di crearne una versione occidentale, entrambi mai portati a termine: un primo tentativo prevedeva di chiamare il gioco "Final Fantasy Extreme", mentre l'altro consisteva in un adattamento per computer con sistema operativo Microsoft Windows, che sarebbe dovuto essere sviluppato dal gruppo Top Dog Software. Infine, anche la Eidolos Interactive, nel 1998, aveva provato a realizzare una versione per Windows. Si dovrà aspettare il 1999 perché anche in Nord America arrivi la prima versione ufficiale all'interno di Final Fantasy Anthology, comprendente anche il quarto e il sesto capitolo della saga. In Europa ed Australia arriverà invece nel 2002 (sempre nella raccolta Final Fantasy Anthology, ma assieme al solo Final Fantasy IV).
In Giappone era uscita una nuova edizione il 19 marzo 1998, sviluppata dalla compagnia di videogiochi Tose17, che aveva adattato il gioco per Sony PlayStation, inclusa l'anno successivo nella raccolta Final Fantasy Collection (con Final Fantasy IV e VI), arricchendola con nuovi full motion video (FMV) in apertura e chiusura del gioco.
Di nuovo la Tose sviluppa una seconda versione del gioco, questa volta per Nintendo Game Boy Advance (rinominando il gioco Final Fantasy V Advance), che uscì in Giappone il 12 ottobre 2006, il 6 novembre 2006 in Nord America e il 20 aprile 2007 in Europa. Questa nuova versione vantava una grafica potenziata, una nuova traduzione dal giapponese all'inglese e alcune caratteristiche addizionali, come quattro nuove classi (Gladiatore, oracolo, necromante e artigliere), un nuovo dungeon ("The Sealed Temple") e un nuovo boss opzionale, Enuo, il cui design è stato curato da Tetsuya Nomura.

 

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NOTE

1 http://en.wikipedia.org/wiki/Square_%28company%29

2 In un'intervista, Sakaguchi ha ammesso che il titolo si ispira alla sua vicenda personale più che alla situazione della Square. Infatti, se il titolo non avesse avuto successo, avrebbe lasciato il mondo dei videogiochi e sarebbe tornato all'università

3 http://www.develop-online.net/Sakaguchi-discusses-the-development-of-Final-Fantasy

4 http://www.lostlevels.org/200312/200312-ffan2.shtml

5 http://www.squareenixmusic.com/composers/sekito/biography.shtml

6 http://www.gamasutra.com/php-bin/news_index.php?story=8378

7 http://www.rpgfan.com/news/2002/1717.html

8 http://itunes.apple.com/jp/app/final-fantasy/id354972939?mt=8

9 http://www.lostlevels.org/200311/200311-square.shtml

10 http://en.wikipedia.org/wiki/Final_Fantasy_IV

11 http://www.the-magicbox.com/Chart-JPPlatinum.shtml

12 http://en.wikipedia.org/wiki/Final_Fantasy_IV

13 http://en.wikipedia.org/wiki/Final_Fantasy_IV

14 http://en.wikipedia.org/wiki/Final_Fantasy_V

15 http://www.1up.com/do/feature?pager.offset=1&cId=3178085

16 http://www.chronocompendium.com/wiki/Super_Play_Magazine_Woolsey_Interview

17 La Tose Co., Ltd. (株式会社トーセ, Kabushiki-gaisha Tōse) è una compagnia sviluppatrice di videogiochi che ha sede a Kyōto, Giappone, e lavora principalmente per le serie della Nintendo come Game & Watch Gallery e The Legendary Starfy (伝説のスタフィー, Densetsu no Sutafī)

Ultimo aggiornamento Giovedì 09 Ottobre 2014 21:04
 
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