Fan Fiction - Squall VS Tidus PDF Stampa E-mail


SQUALL VS TIDUS

di Raven

 

 

Squall si muoveva lentamente, con calma metodica: attraversava i lunghi corridoi in silenzio, senza produrre altro rumore oltre a quello dei suoi stessi passi sulla pietra umida, senza una parola. Non si ricordava come avesse fatto a finire in quel labirinto senza fine, in quell'interminabile sequenza di stanze vuote, eccezion fatta per qualche mostro ogni tanto. Tuttavia era già da un po' che aveva l'impressione di stare per avvicinarsi a qualcosa: non una vera e propria consapevolezza, ma un'idea, come se sentisse che la fine di quell'inferno. Una luce era poi comparsa in fondo al corridoio, una semplice scintilla nel buio quasi totale, ma... Forse ci sono...potrei aver trovato un'uscita. Ora sbrighiamoci: non so quanto sia passato, ma non penso che Zell abbia aspettato poco, là fuori...

Il punto s'ingrandiva sempre di più, così come la speranza di potersene finalmente andare. Finalmente era arrivato: un arco, fatto di grosse pietre amaranto, portava a...

A che cosa? Squall si riavviò i capelli, confuso. Sembrava un'arena, un immenso campo di sfida, il pavimento ricoperto di finissima sabbia rosea, occasionalmente mossa da un alito di vento; e, dall'altra parte, c'era un ragazzo. Non doveva essere più grande di lui: sembrava però più robusto, la pelle scurita dal sole e i capelli biondi. Nella mano teneva una spada dalla forma particolare, azzurra come se piena d'acqua: e negli occhi il suo stesso sgomento. Senza neanche saperne il perché, Squall capì che solo uno di loro due sarebbe potuto uscire da quell'inferno.

Non è possibile, pensava Tidus, sono distrutto, non riuscirò mai ad affrontare un combattimento serio...posso ancora curarmi, ma le mie riserve di pozioni non durerà a lungo... Il ragazzo dall'altro lato del campo sembrava stupito quanto lui, la strana arma appoggiata sulla spalla. Sapeva istintivamente che per andarsene da lì, avrebbe dovuto combattere; quindi iniziò a muovere freneticamente le mani; e più le mani si muovevano, più i suoi movimenti diventavano veloci.

Allora... Haste mi durerà abbastanza a lungo, quindi ora manca... Prelevata una boccetta dalla tracolla, ne bevve il contenuto e le sue ferite iniziarono istantaneamente a rigenerarsi. Ok, ora possiamo iniziare...Let's dance!

I movimenti dell'avversario erano accelerati di colpo e Squall sapeva cosa significasse: quel bastardo conosceva la Haste! Ma anche lui aveva qualche asso nella manica...Estratta una gemma di colore giallastro dalla tasca, la ruppe nella mano: istantaneamente un'aura dorata lo avvolse, distorcendo tutto oltre la sottile patina color oro che ora fasciava il SeeD. Preparò il Gunblade per attaccare ma, prima che ne avesse il tempo, l'altro si era già lanciato su di lui. Il ragazzo non è male, ma non ha tecnica... posso benissimo farcela concluse tra sé e sé Squall, parando tutti i fendenti. –Bene, ora tocca a me, vero?- disse all'avversario: e mentre l'aura si illuminava improvvisamente sentì un flusso immenso di energia confluire nel suo corpo. Incominciò a colpire: una, due, tre, cinque volte, e ad ogni fendente premeva il grilletto del Gunblade, colpendo il ragazzo con i proiettili infuocati. Ecco, era quasi finita: gli sarebbe bastato un altro colpo a segno e...

Accidenti...non posso farmi battere! Devo resistere...ma come? Tidus era disperato: il braccio sinistro pendeva inerte, squarciato dalla spalla all'avambraccio; la gamba sinistra era solcata da profondi tagli e la destra perforata da numerosi proiettili. L'altro si avvicinava, la spada-pistola salda nella mano, pronto a colpire di nuovo. Ebbe solo il tempo di bere un sorso di pozione, che gli ridiede un po' di forza; quindi, rialzatosi in piedi, si lanciò, la Fraternity in mano: mise una mano nella bisaccia tirando fuori una granata e, facendo come gli aveva insegnato Rikku, strappò la linguetta e la lanciò. L'avversario si lanciò a terra proprio mentre l'ordigno esplodeva, lanciando schegge dappertutto, quindi Tidus corse verso il suo bersaglio, preparando intanto i veloci movimenti che la Pioggiaenergetika richiedeva. Si lanciò sul ragazzo dai capelli castani, colpendolo più volte: quindi saltò facendo leva sulle spalle stesse dell'altro, approfittandone anche per assestargli un calcio sul viso. La spinta lo fece salire fino a tre, quattro metri d'altezza: qui l'aria sembrò addensarsi, trasformandosi in pura energia che ricoprì la spada. Tidus sferrò un fendente e l'energia fu libera, lanciata verso il punto nel quale aveva mirato: Squall.

Ma cosa diavolo...il boato fu così forte da oscurare i suoi stessi pensieri, mentre decine di proiettili azzurri lo colpivano, martoriando il suo corpo. Squall si rialzò a fatica e riuscì a malapena a pronunciare le parole che lo avrebbero salvato.

-E-En...er...gi...ra...-

Una luce verde lo ricoprì, cercando le ferite e sanando le più gravi. Rimaneva comunque conciato male, e lo sapeva: la battaglia doveva finire il prima possibile, o non ci sarebbe stato vincitore...o, quantomeno, non sarebbe stato lui.

Si scagliò sul biondino, i colpi ormai rallentati dalla stanchezza. Molti non andarono a segno, o colpirono il nemico di striscio, e neanche gli spari provocarono seri danni. Tutto si giocava in quegli ultimi, pochi colpi.

Tidus aveva lo sguardo annebbiato, la perdita di sangue lo aveva spossato. Tuttavia aveva ancora una carta da giocare, l'ultima. Estrasse dalla bisaccia una sferetta nera, avvolta in ombre perpetue. La lanciò dopo aver pronunciato poche parole, dritto ai piedi di Squall. Questi, forse intuendo la pericolosità dell'oggetto, saltò all'indietro. Invano. La Materioscura esplose in una vampata di plasma, scagliando il ragazzo all'indietro, schiantandolo contro la parete di roccia con uno scricchiolio sinistro.

Non gli sembrava vero: aveva vinto! L'uscita si aprì davanti a lui, un portale di luce accecante. Con passo sicuro, il passo del vincitore, lo attraversò.

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 21 Luglio 2011 19:55
 
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