Final Fantasy VIII "Devil"
Di: Seifer Almasy

“ Rinoa”

Nessuna risposta

“ Rinoa svegliati”

La ragazza si mosse leggermente.

“ Rinoa ti devi svegliare”

Ora il giovane la stava scuotendo con decisione.

Squall. Sì, era Squall. Ma perché la stava chiamando. Era notte fonda. Riemerse lentamente dal sonno, scostandosi i lunghi capelli neri striati di castano dal viso. Ciò che vide la terrorizzò. Squall aveva aperto una grossa borsa nera e ci stava infilando il suo gunblade e il suo boomerfritz. Era già vestito del suo abito da guerra, una maglietta bianca, un giubbotto nero con il collo di pelo di renna e pantaloni e stivali sempre neri. Ora si stava infilando i guanti.

“ Ma che succede Squall?”

Era come se non l’avesse neppure sentita, i suoi occhi scrutavano l’oscurità attraverso la finestra della loro stanza e l’espressione sul suo viso tradiva un’enorme preoccupazione. Ormai aveva imparato a conoscerlo e se non parlava era perché stava lottando con se stesso per decidere la cosa migliore da fare.Gli si avvicinò a passi rapidi, ancora avvolta nella sua camicia da notte azzurra. Gli cinse la vita con le braccia e gli parlò all’orecchio con dolcezza:” Che succede Squall?

“Non lo so”

Per un attimo credette che non avrebbe più parlato e stava per chiedergli qualcos’altro quando lui riprese.

“ Il punto è proprio questo. Sento che sta per succedere qualcosa, ma NON so cosa sia”

A questo punto era completamente sveglia. Sentiva il suo cuore battergli nelle tempie e d’un tratto sentì freddo.

“Vieni qui” La fece mettere al suo fianco e gli mise un braccio attorno alla spalla indicando un punto lontano. “ Vedi quel piccolo bagliore viola?”

Lo vedeva. Eccome se lo vedeva. Era molto piccolo ma era impossibile non notarlo nel buio della notte. Guardò la piccola sveglia elettronica sul suo comodino. I numeri rossi segnavano le 3:10. La sua fioca luce illuminava la stanza in modo irreale, quasi fosse la camera oscura di un fotografo. Tornò a guardare il punto indicato da Squall e d’un tratto si sentì osservata, scrutata. Ora lo sentiva chiaramente anche lei. C’era qualcosa in quel punto lontano. Qualcosa di orribile.

“Rinoa devi vestirti subito, dobbiamo andare a vedere di che cosa si tratta “

Il suo sguardo ora aveva perso tutta la tensione di qualche attimo prima e adesso era dolce, i suoi occhi grigi erano fissi sui suoi e le sue labbra erano incurvate in un piccolo sorriso.

“ Si certo, dammi un secondo “. Si diresse velocemente all’armadio dall’altro lato della stanza e tirò fuori il suo vestito azzurro con delle graziose alette bianche disegnate sulla schiena. Poi scelse un paio di bermuda neri e prese dalla scarpiera i suoi anfibi. Con un unico gesto rapido si sfilò la camicia da notte mettendo a nudo uno splendido corpo, coperto solo dalla biancheria intima bianca. Si vestì più in fretta che poteva. Nessuno dei due diceva una parola. Rinoa era seduta sul letto intenta ad allacciarsi gli anfibi e Squall era alla finestra, con lo sguardo perso nel buio.

“ Sono pronta” Disse Rinoa.

“ Bene” Squall si chinò a prendere la borsa con le armi e se la mise in spalla. Poi si incamminò verso la porta e la aprì, seguito a ruota da Rinoa. Nel corridoio del dormitorio non c’era nessuno. Era buio pesto, se si escludeva la debole luce delle stelle. La prese per mano e insieme si diressero verso l’ascensore, che si trovava una trentina di metri più avanti. Schiacciò il tasto e meno di dieci secondi dopo le porte scorrevoli trasparenti si stavano aprendo davanti a loro. Salirono e Squall pigiò il tasto 0 che li avrebbe portati al piano terra. L’ascensore atterrò con un lieve sussulto e i due giovani si ritrovarono nell’atrio principale del Garden di Balamb, da dove si diramavano corridoi soprelevati rispetto ad una grande fontana, i quali portavano alle varie sezioni del Garden stesso. Svoltarono a sinistra percorrendo la lunga passerella circolare, e una volta giunti al corridoio che portava al garage si imbatterono in uno degli insegnanti, vestito come al soluto di una lunga tunica bianca e marrone e di un grosso cappello giallo. L’insegnante si rivolse a Squall:” Comandante non dovreste essere qui, sapete che nel Garden l’unica zona in cui l’accesso è consentito dopo la mezzanotte è il centro di addestramento”

Rinoa si girò verso Squall e lo guardò preoccupata. Non le era neppure passata per la testa l’idea che era proibito uscire dal Garden durante la notte.

Il ragazzo si avvicinò all’insegnante e disse:” Vede…è che abbiamo un impegno piuttosto urgente e…” Non finì nemmeno la frase e un pugno investì in pieno stomaco l’insegnante che si accasciò a terra senza sensi.

“Si riprenderà in men che non si dica sta tranquilla” Le prese la mano ma prima che potessero riprendere il cammino udirono una risata familiare alle loro spalle.

“ Seifer, che ci fai qui?” Sbottò Rinoa.

Squall si limitò ad osservarlo.

“ Dove pensate di andare? Vi farete ammazzare” spiegò Seifer. Aveva i capelli biondissimi tagliati molto corti e gli occhi azzurri. Indossava un lungo impermeabile grigio con dei disegni rossi sulle spalle e a tracolla aveva un gunblade. Il suo ghigno sarcastico non lo abbandonava un instante.

“ C’è qualcosa la fuori e intendiamo…” Rinoa non riuscì nemmeno a finire la frase che Seifer la interruppe con una risata sonora.

“ Credi che l’abbiate percepito solo voi? Tutti qui l’avranno avvertito, magari solo come un brivido nel sonno, o come un brutto incubo. Anche se gli unici che ne hanno compreso la gravità pare siamo io e te Squall”

I suoi occhi azzurri adesso erano fissi su quelli dell’antico rivale.

“ Continua” ordinò Squall.

Seifer sorrise. Poi riprese” Verrò con voi, non vorrei che vi faceste male”

Rinoa guardò Squall, cercando di capire che cosa avrebbe deciso, anche se era una battaglia persa in partenza. L’unico che sembrava capirlo davvero era proprio Seifer. Nonostante i due non avessero quasi nessun tipo di rapporto a parte il fatto che si addestravano spesso insieme.

Squall corrugò la fronte. La cicatrice che gli aveva fatto proprio Seifer spiccava molto quando era assorto, pensò Rinoa. Poi d’un tratto alzò il volto “ E va bene, andiamo” ordinò. “Non credo che ci rimanga molto tempo” Seifer non se lo fece ripetere due volte e stava già correndo verso una delle auto parcheggiate in fondo al corridoio.

Rinoa si girò verso Squall “Perché gli hai permesso di venire?”chiese.

“ Perché sarebbe venuto lo stesso, e perché credo che potrebbe aiutarci”. Lei continuò a guardarlo, dubbiosa. Poi lui le prese la mano e insieme iniziarono a correre verso la chevrolet azzurra che Seifer aveva già provveduto ad accendere. Squall si sistemò di fianco al rivale mentre Rinoa si sedette sul sedile posteriore. Il viso di Seifer non tradiva alcuna emozione, co come quello di Squall. Il portello del garage si stava già aprendo e poco dopo i fari della macchina stavano già azzannando la notte scura e profumata.

L’ago del tachimetro segnava 130 km/h, mentre i tre ragazzi percorrevano la grande strada che portava a Balamb. La luce viola sembrava provenire da un punto molto vicino alla caverna di fuoco, a nord est del Garden. Nell’aria segnava il silenzio totale, eccetto il frinire costante dei grilli e il verso soltario di qualche gufo. Mille pensieri affollavano la mente di Rinoa. Ma quello più insistente era: che cos’è quella luce viola, e perché sento che mi sta chiamando…

“….noa, Rinoa!!!”

“ Si che cosa c’è Squall” era talmente soprappensiero che non si era neppure accorta che la stava chiamando. “Siamo arrivati, lasciamo la macchina qui e proseguiamo a piedi, attraverso il bosco. La caverna di fuoco non è molto lontana” spiegò lui.

Seifer era già sceso dall’auto e stava in piedi appoggiato alla portiera fissando il punto viola che ora appariva già molto più grande. Squall aiutò Rinoa a scendere e ora erano tutti e tre allineati con lo sguardo rivolto verso la luce.

“ Perché non abbiamo chiamato anche gli altri?” chiese Rinoa a Squall,col tono di chi quasi soffra fisicamente.

A rispondere però fu Seifer “Che ce ne facciamo del gallinaccio la maestrina e gli altri 2 incapaci”

“ Bastiamo benissimo noi 3….anche se a dire il vero credo che sarei potuto venire anche da solo” concluse il giovane con spavalderia.

Squall non si curò nemmeno delle frasi del compagno di viaggio e si girò verso Rinoa. “ La battaglia con Artemisia si è conclusa da poco… e io non voglio che debbano combattere ancora.”

Rinoa fece per replicare ma Squall le poso un dito sulle labbra “ Sssshhh…..Andrà tutto bene. Sta tranquilla.”

Ma Rinoa non si sentiva per niente rassicurata. Guardava Seifer scomparire tra gli alberi facendosi strada a colpi di gunblade e poi il viso del suo ragazzo… fiero come il leone del suo ciondolo… ma dentro il suo cuore si acquattava ancora la paura.

Squall e Rinoa si addentrarono insieme nel fitto della boscaglia, la ragazza stringeva il suo boomerfritz con forza, quasi che una stretta maggiore potesse scacciare eventuali pericoli. Oramai avevano quasi raggiunto Seifer, il cui tragitto era stato ostruito da un grosso albero che era caduto occupando tutto il sentiero.

“Hey amico, detesto dirlo ma mi serve una mano per spostare questo coso” disse Seifer sorridendo.

Squall non disse una parola ma impugnò il suo gunblade con forza tenendolo alto sopra la testa. Il compagno fece lo stesso e poi insieme li calarono con forza sul legno del tronco, che esplose in una pioggia di schegge. Il sentiero ora era sgombro. La luce viola distava meno di una ventina di metri e proveniva da dietro un pioppo. Si avvicinarono lentamente, con passo felpato. Si scorgeva l’ombra di una spalla, che spuntava da dietro l’albero. Il bagliore sembrava essere emanato proprio dall’individuo cui apparteneva la sagoma che vedevano.

“ Vi stavo aspettando principessa Rinoa” tuonò una voce. D’un tratto un vento fortissimo investì in pieno i tre ragazzi e tutto intorno l’erba i fiori e gli alberi si congelarono. Lentamente l’uomo che aveva parlato si girò, ed ora riuscivano a vederlo con chiarezza. Era altissimo, almeno 2 metri e fisicamente molto robusto. I capelli lisci e neri gli arrivavano fin oltre il fondo schiena e gli occhi erano di un viola ipnotizzante. Indossava un lungo mantello nero, e un piccolo gilet azzurro oltre a pantaloni sempre azzurri. Al collo aveva un ciondolo che raffigurava un fiocco di neve, mentre in mano reggeva un enorme spada apparentemente fatta di ghiaccio.

“ Non capisco” disse Rinoa con voce tremante. “Chi sei?”

L’uomo si avvicinò alla giovane e si inginocchiò come si fa con una figura di sangue reale. “ Il mio nome è Kratos e sono uno delle cinque forze a protezione del Dio degli inferi” Squall e Seifer erano come ipnotizzati. Il gelo che emanava quel corpo riusciva a penetrare fino alle ossa e non gli permetteva nessun movimento. “Che cosa vuoi da me?” domando Rinoa.

“ Dovete seguirmi principessa, voi siete la sposa promessa del mio sovrano” rispose Kratos.

Finalmente Squall riuscì a scuotersi. “Che diavolo stai blaterando, Rinoa non si muove da qui!” ruggì. Per la prima volta Kratos posò i suoi occhi viola su qualcuno che non fosse Rinoa. E per un attimo a Squall parve di vedere la sua sicurezza incrinata… ma fu una sensazione fuggevole, il suo viso era tornato quello di prima. “ Silenzio” tuonò il demone. Ora anche Seifer si era ridestato dal suo torpore. “A chi credi ti dare ordini tu, gallinaccio!!!” gridò, e si scagliò di corsa verso l’uomo inginocchiato ai piedi di Rinoa. Kratos non si mosse nemmeno, si limitò ad alzare lo sguardo su Seifer e una luce viola partì dai suoi occhi e lo investì in pieno scaraventandolo contro un albero e facendogli perdere i sensi. Il suo gunblade roteò in aria catturando il bagliore delle stelle, quindi si conficcò nel terreno. “Maledetto… Ora vedrai! Urlò Squall. Chiuse gli occhi e bagliori di elettricità iniziarono ad avvolgere il suo corpo. Poi alzò il gunblade e da esso partì un fulmine che esplose nel cielo e prese le sembianze di Quetzal, il mitico uccello protettore del tuono. “Vai Quetzal! ordinò.

Il gigantesco uccello verde scese in picchiata verso Kratos il quale si alzò quasi con riluttanza. Impugnò la spada e prese la mira con una mano, un istante dopo la scagliò con forze e questa si conficcò nel petto di Quetzal che esplose in una pioggia di elettricità. Rinoa era sconcertata. Quel Kratos aveva distrutto un Guardian Force con la semplicità con cui si schiaccia una formica fastidiosa. Ora si stava avvicinando a Squall lentamente. La sua spada emanava un lieve fumo… quasi fosse di azoto liquido. “ Sta fermo!!!” urlò Rinoa disperata. “ Se sono la sposa del tuo Re ti ordino di lasciarlo stare!!!”

Kratos girò il viso verso di lei e in quel momento Squall colse l’attimo per lanciare il suo attacco. Alzò il gunblade e lo calò con tutta la forza di cui era capace sulla clavicola del demone. Ma la lama rimbalzò tremando come se avesse colpito un pezzo di acciaio. L’espressione di Squall ora era di pura rabbia e frustrazione, non sapeva piu come colpirlo e adesso era completamente alla sua mercè. Kratos gli mise una mano sul viso e lo alzò da terra di 20 centimetri. “ Basta fermatiiiii!!!!!urlò Rinoa e scaglio la lama del boomerfritz contro il nemico. Questi la respinse col semplice gesto di un braccio e mentre Squall continuava a dibattersi per cercare di sottrarsi a quella mano di ferro che gli stringeva in viso, Kratos lo scagliò via lontano.