Credi in Me
di GriEver86®

La vita è un dono prezioso quanto fragile. Un dono con una scadenza. Come un sogno per quanto bello primo o poi sarà destinato a finire.

01_Pensieri                                                                                  [FFVIII – Garden Balamb]

Il garden si stava spostando con calma verso Timber, sua prossima destinazione prima di raggiungere Balamb e fermarsi per sempre. L’epoca dei garden volanti, dei guerrieri che combattevano per i propri ideali e per gli amici contro chi era spinto da intenzioni malvagie, era finito. Era finalmente finito, o perlomeno cosi sembrava lasciare intendere la calma e la tranquillità che regnavano all’interno del garden.

Squall era riuscito nel suo intento, aveva  riportato la pace sulla terra prima che il pianeta rischiasse di essere distrutto dalla potenza di Artemisia, aveva combattuto a fianco dei suoi amici, dei veri amici e poi…aveva trovato Lei.

Ora se ne stava sdraiato sul letto a pensare ad occhi aperti. La sera prima c’erano stati i festeggiamenti, tutti si erano divertiti, tutti si erano potuti finalmente sfogare perché ora il futuro del mondo era libero da minacce.

A essere sinceri una strega esisteva ancora ed era perfettamente libera di agire, ma a lui non importava come appariva la sua Rinoa agli occhi della gente o di quale altro termine si erano sforzati di coniare per portargliela via; ora gli interessava solo cosa pensava lui e probabilmente non avrebbe esitato a dare la propria vita per lei.

Chissà adesso cosa sarebbe successo. Una volta finite le battaglie i guerrieri sopravvissuti possono tornare a casa e forse i suoi amici adesso avrebbero fatto lo stesso. Chi a Trabia, chi a Galbadia, chi a Balamb, e lui sarebbe rimasto li a guardarli senza poter far niente fino a che sarebbe ritornato solo di nuovo. Di nuovo?

Di scatto si alzo dal letto, quell’immagine di lui solo sotto la pioggia davanti all’orfanotrofio aveva fatto nascere in lui un sentimento che nemmeno al cospetto con Artemisia aveva provato. La paura.

 

02_Risveglio                                                                              [FFVIII - Shuffle or Boogie]

Rinoa era gia in piedi ed il primo pensiero che le passo per la testa fu quello di correre da Lui quasi fosse passata un eternità dal loro ultimo incontro, mentre in realtà erano  passate solo un paio di ore di sonno.

Appena aperta l‘uscita della sua stanza si trovo fra le braccia Seifer che appoggiatosi sulla porta nell’intento di bussare, si era visto togliere all’improvviso la superficie d’appoggio crollandole addosso.

La ragazza sorridendo lo aiuto ad alzarsi. Il biondo ragazzo dopo un attimo di pausa quasi per riprendersi dalla figuraccia esorto:

-Rinoa…devo parlarti.-

-Proprio adesso? Non puoi aspettare dopo? Non è che non voglia parlare con te è solo che…- rispose Rinoa.

I due si scambiarono un occhiata lunga un attimo, ma che bastò al bisogno emanato dagli occhi di Seifer di aver la meglio sull’impazienza racchiusa in quelli di Rinoa.

-Va bene andiamo-

-Seguimi- disse Seifer prendendo il polso di Rinoa.

 

03_Domande                                                                                       [FFVIII - Junction]

Il Garden stava per salire le bianche spiagge a sud di Timber.Si sarebbe fermato in quest’ultima città per un giorno, due al massimo per procedere poi verso Balamb e fermarsi definitivamente nel cratere che aveva lasciato per evitare l’attacco missilistico.

Squall osservava il paesaggio spostarsi davanti ai propri occhi, mentre nella mente tornarono a prendere vita il ricordo delle sue battaglie nei sotterranei del garden che portavano ai comandi per farlo volare.

-Bei tempi quelli eh?Tutti cominciavano a pensare a te come l’eroe che aveva salvato il garden e non come il ragazzo chiuso che si rifiutava di condividere i propri sentimenti con il mondo.-

Squall si volto verso dove proveniva la voce. Davanti a lui c’era un ragazzo, probabilmente più giovane di lui, che appoggiato alla balaustra del corridoio lo guardava sorridendo. Era solo un sorriso apparente penso, creato solo per mascherare qualche sentimento ben più nascosto.

-Come hai detto?- chiese Squall incuriosito dall’affermazione.

-Lo senti anche tu vero?-

Il volto del ragazzo cambio totalmente espressione pronunciando quella frase: si era fatto di colpo serio, come se il tempo per i giochi e i ricordi fosse finito.

Squall non era stupido, capì subito che il ragazzo si riferiva al presagio che c’era nell’aria; a quel senso di precarietà e di consistenza che sentiva.

-Si, credo di averlo percepito anch’io e ora che ci stiamo avvicinando a Timber, la sua forza sembra crescere.-

-Bene a quanto pare mi hai evitato un sacco di spiegazioni inutili. Spero che dopo la tua ultima battaglia hai conservato il gunblade.-

Certo che lo aveva conservato, era sempre li con lui. Forse ora non era più un guerriero, ma non poteva certo dimenticare così il suo passato.

-Sembra che dovremmo essere noi ad occuparcene-

-Non noi, tu. I tuoi compagni ora non possono fare niente. Non c’è tempo di avvisarli.-

Il ragazzo fece una pausa per accertarsi che Squall non aveva niente in contrario e cosi fu.

-Appena arriveremo a Timber scenderemo a terra e ci recheremo verso le montagne a nord. Li una caverna ti aspetta.-

Il ragazzo si alzo e si incammino verso l’uscita dando le spalle a Squall.

-Aspetta. Perché tutto questo? Perché proprio a me?-

-Prendila come un ultimo ordine da guerriero, dopo di che sai libero. Per sempre.-

Il ragazzo si allontano sempre di più da Squall fino a sparire dietro una porta.

Solo ora che la conversazione era terminata Squall si rendeva conto di quello che stava succedendo. Prima, mentre parlava non aveva trovato la forza per obbiettare alle parole del ragazzo. Un’altra cosa infine lo stupiva: come aveva fatto a leggere nei suoi pensieri?

 

04_Parlami                                                                                                 [FFVIII - Julia]

Rinoa si trovava nella mensa. Seduto di fronte a lei Seifer sembrava parlarle con un equilibrio precario,come se il più piccolo errore avesse potuto rovinare tutto quello che stava con così tanta fatica costruendo. Evidentemente aveva saputo di quello che era successo la sera prima tra Rinoa e Squall, e come logico non poteva accettarlo. Non lei, non con quello che un tempo è stato il suo peggior nemico. Di tempo ne era passato, ma il ricordo rimaneva sempre dentro di lui.

-Ascolta Rinoa, quello che è successo prima non conta più. Ora io non sono più manipolato dalla strega, sono riuscito a liberarmene proprio come hai fatto tu.-

Rinoa avrebbe potuto immaginare dove Seifer volesse arrivare, se non fosse che i suoi pensieri erano totalmente occupati da altro e non riuscì a recepire nemmeno vagamente le sue intenzioni.

-Rinoa vedi io volevo dirti che ti am…, beh non è semplice…-

Proprio sul più bello Seifer si chiese per la prima volta se quello che stesse facendo era solo invidia per Squall o veramente provare quel sentimento che non era neanche in grado di pronunciare.

-Oh, finalmente ti ho trovato Rinoa,presto dobbiamo andare.- la voce di Squall arrivo dall’entrata della mensa ad interrompere la conversazione tra i due.

Appena Squall entro Rinoa si alzo in piedi e gli corse in contro per abbracciarlo ed essere ricambiata. A poco a poco il calore di quella ragazza stava facendo scogliere la sottile patina di ghiaccio che era rimasta sul cuore di Squall.

In quell’istante Seifer realizzo: era pura vendetta, ma questo non cambiava le sue intenzioni.

 

05_Orizzonti                                                                                      [FFX – To Zanarkand]

-Dove hai detto che dobbiamo andare?-

La voce di Rinoa giunse all’orecchio di Squall mentre il suo sguardo era intento a scovare la caverna dove si sarebbero recati, ma evidentemente erano ancora troppo lontani…

-Verso nord, per più di due miglia; anche se non credo che arriveremo in tempo per questa sera.-

Il sole stava scendendo verso il mare, distorcendo le ombre e allungandole. Fishermans Horizon penso Squall, si trovava proprio tra lui e il sole.

Nessuna della strade che percorreva il continente di Timber portava alla meta di Squall così da costringerlo su un percorso di erba alta e foreste. Un percorso ideale per facilitare le cose ai mostri e fornirgli una possibilità in più nel prevalere nello scontro.

Gli alberi pieni di rampicanti e di liane facevano da sfondo alla grande distesa d’erba dove si trovavano Squall e Rinoa. Fu proprio quest’ultima ad iniziare il discorso:

-Lo sai che questa notte non ho potuto fare a meno di pensarti?-

Squall avrebbe voluto rispondere con un <<anch’io>>, ma non era la verità. Aveva certo pensato alla sua Rinoa, ma la cosa che gli interessava di più era quello che era successo, e quello che lei aveva cambiato. Non si sentiva più un guerriero, era stanco di combattere per se stesso e per vincere le proprie battaglie; ora voleva fermarsi, guardarsi attorno, rendersi conto dell’opportunità che Rinoa gli tendeva, e accettarla, accettarla per sempre.

-Grazie Rinoa. Hai riuscito dove io stesso ho fallito- rispose Squall.

Ne segui una pausa che non fece altro che aumentare la curiosità della ragazza. Riprese:

-Sei riuscita a cambiarmi. A darmi una ragione per continuare, per vivere, e per continuare questo viaggio insieme a te.

 

06_Subisci                                                                                                 [FFX - Battle]

La sagoma dell’enorme luna che sovrastava il loro mondo con il passare dei minuti si faceva sempre più marcata. Il sole scompariva abdicando in suo favore come ogni giorno, e cosi ancora, e ancora fino alla fine.

Mentre questi pensieri affollavano la mente di Rinoa una nuvola di polvere le si alzo davanti agli occhi. Un attimo, poi la investi colpendola agli occhi e intasandole le vie respiratorie. Chiuse gli occhi per ripararsi e quando gli riapri un Molboro le sbarrava la strada con uno dei suoi tentacoli. Era tempo di combattere.

Lei di fianco a Lui ancora pronti a farsi valere. Il mostro tento di sfruttare l’effetto sorpresa che aveva creato come la sua unica possibilità. Attacco la ragazza con un acido che gli fuoriuscì dalla bocca; non fu difficile schivarlo. Ora toccava a Squall, ma il ragazzo non si mosse, non ci riusciva. Era pietrificato dall’idea di perderla, di perdere l’unica cosa che le restava, il che lo porto a lanciare una barriera su Rinoa rimanendo scoperto.

Ora era distratto, andava attaccato e vinto, era l’unica possibilità.

Molboro fu addosso a Squall, alzando verso il cielo uno dei suoi tentacoli pronto a colpire. Squall era gia pronto ad incassare il colpo ed a pensare una tattica per colpirlo, ma non ce ne fu bisogno: il secondo colpo che Rinoa lasciò partire colpi il mostro in pieno ventre costringendolo ad abbandonare l’attacco.

Addio illusione di vittoria.

Ancora un colpo, ancora sul petto, per poi cadere a terra distrutta dalla fatica. Squall corse verso Rinoa prima che ella svenendo potesse picchiasse la testa sul terreno.

-Molboro ti ha iniettato del veleno, non è niente di grave, ma è meglio fermarci qui e attendere che la notte passi- disse Squall nel tentativo di tranquillizzare Rinoa.

Rinoa acconsenti con la testa mentre Squall era gia intento a cercare fra i propri oggetti una tenda, ma l’unico oggetto che trovò furono due sacchi a pelo. Meglio che niente penso.

07_Riposa

L’oscurità che la notte porta con se aveva gia coperto i territori fino alla prigione del deserto. L’imponente costruzione costituita principalmente da tre trivelle collegate tra di loro con dei ponti sui piani superiori, era ancora immersa nella sabbia del deserto.

Fissando la luce che il fuoco emanava, Squall sentiva sul suo corpo il calore che emanava, quello stesso calore che ora stava scaldando il corpo addormentato di Rinoa. La sua mente era persa a ricordare quello che tempo prima aveva dovuto subire nella vicina prigione; la pazzia di Seifer, il suo sogno di cavaliere, povero sciocco…

-Ti ricordi che fatica a salire e scendere le scale della prigione in cerca del piano giusto?-

La voce arrivo alle spalle di Squall. Non si mosse, non ebbe la minima preoccupazione che poteva essere un nemico. Per chissà quale ragione quella voce era riuscita ed indovinare quello che lui stava pensando, senza che però questo gli creasse un qualsiasi dubbio.

Squall non rispose alla domanda, sapeva che non ce ne sarebbe stato bisogno visto che entrambi conoscevano la risposta. Decise di aspettare la domanda del suo vero dubbio ed essa arrivo.

-Perché l’hai portata con te?-

Il ragazzo indicava con lo sguardo il corpo di Rinoa ancora addormentato di fronte al fuoco.

-Credo che sia più protetta qui con me che da sola nel garden- si giustifico Squall.

-Presto ti pentirai di questo gesto. Ora non sei più in grado di proteggerla. Non da LEI-

La paura riaffiorò lentamente nell’animo di Squall. Come era possibile che lui non fosse in grado di proteggerla? Quale forza immensa governava questo essere per renderlo tanto potente? C’era solo un modo per scoprirlo…

-Chi è realmente il mio nemico?-

Il ragazzo notò con piacere che Squall aveva usato il termine “mio nemico”. Quasi come se avesse fatto propria la causa. Poi rispose:

-Presto, purtroppo lo capirai da te. Il solo aiuto che ora ti posso dare è dirti che quando avete attuato la compressione temporale presente passato e futuro si sono uniti in un unico tempo. Approfittando di questo istante avete combattuto Artemisia, ma un’altra persona proveniente dal passato è riuscita a muoversi nella nostra epoca. Come avrei capito questo persona ora si trova qui e tu devi affrontarla.-

-Chi sei realmente tu? Come puoi leggere i miei pensieri?-

Cosa vuoi da me? Perché proprio io?Voglio essere solo lasciato in pace…

-Se tu non compirai il tuo dovere, non solo perderai i tuoi amici, ma l’intero mondo cesserà di esistere. Sei la nostra unica speranza, oltre che la mia.-

Le parole dal ragazzo era pronunciate con tanta fermezza da far crescere qualcosa dentro l’animo di Squall. Ormai aveva capito: non avrebbe saputo niente di più sul suo nemico, ma con ogni probabilità avrebbe dovuto impegnare tutto se stesso per riuscire ad avere la meglio. Un ultimo dubbio, forse inutile, percorse la sue mente. Non riuscì a resistere alla tentazione di avere una risposta:

-Qual è il tuo nome?-

Il ragazzo abbassò lo sguardo e respirò lentamente. Poi con una voce mista a non curanza disse:

-Io…non ho un nome. Non ho mai avuto la necessita di averne uno. Se tu vorrai potrai darmi quello che preferisci, ma credimi…non servirà a niente-

Cosi dicendo si allontano nella stessa direzione da cui era arrivato, lasciando Squall in balia dei propri dubbi.

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